Intervista per “Travel for business”

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¡Viva el duende!

Lorenza Spolaore, insegnate di lingua e letteratura spagnola presso ITSCT Einaudi Gramsci di Padova, ci racconta i suoi viaggi culturali. Un caleidoscopio di esperienze di viaggio che si stratificano una sull’altra, si fondono, si sedimentano con il collante delle emozioni. 

PADOVA. L’appuntamento per l’intervista è fissato nella zona nord del centro, a poca distanza dalla Cappella degli Scrovegni, alla Pasticceria Wiennese, dove si respira quell’atmosfera tipicamente mitteleuropea, così imprecisata sotto l’aspetto geografico (dai Mari del Nord e Baltico all’Adriatico e Bacino danubiano) ma così specifica della civiltà vissuta dal multinazionale mondo asburgico, con le inevitabili influenze provenienti dal confine Est, dal Medio Oriente e dal mondo arabo.

Influenze arabe che sono il filo conduttore di un’intervista che come un romanzo d’avventura si muove tra Padova, Granada e Venezia; apre improvvisi flashback su vicende personali, episodi storici, personaggi letterari: “C’è sempre una relazione: le cose girano attorno, ma poi ci si ritrova a considerare e vivere tutti i fatti legati da un filo comune”.

Il racconto dell’esperienza dei Viaggi Culturali di Lorenza è esso stesso un viaggio che scorre sul filo delle emozioni; ascoltandola ho potuto nuovamente viaggiare stando fermo, riassaporare quell’emozione che mi è tanto cara, riaffermare che l’esperienza di un viaggio è fatta prima di tutto con il cuore e con la mente.

Lorenza insiste su questo concetto di viaggio metafisico: ”Il viaggio è un cammino, anche personale; è vivere emozioni che ti rimandano ad altre situazioni precedenti; è, in un secondo momento, anche una esperienza fisica dove si prende il treno, l’aereo per andare a conoscere un Paese, una città che non si è mai visto o che si vuole anche rivedere; perché il viaggio non finisce mai in una sola volta, non c’è un inizio e una fine, il viaggio può durare per sempre: la stessa città la puoi vivere in modi differenti, in base anche come ti senti in quel momento, in situazioni differenti, con emozioni diverse”.

Le nostre epoche si muovono su una scala del tempo propria, noi cambiamo più velocemente di quanto cambia l’ambiente intorno a noi. E così nel viaggio il bello del ritornare in un luogo o in una città, regala ogni volta un’esperienza diversa; come diverse sono le persone con cui condividi il viaggio”.

Granada, la città per emozionarsi.

L’idea di organizzare viaggi culturali per un pubblico adulto nasce nel 2009, sulla scorta del successo di un viaggio-studio a Granada (Spagna) che Lorenza organizza per i suoi studenti di spagnolo, inserendo distintivi elementi di edutainment attraverso laboratori creativi di calligrafia araba, di azulejos (tipiche piastrelle spagnole di ceramica), di spezie, di flamenco (Lorenza per 15 anni ha ballato il flamenco).

“Volevo andare oltre la classica gita, quelle che noi tutti abbiamo conosciuto; volevo che i ragazzi potessero entrare dentro la cultura e sperimentare la lingua che stavano studiando; per cui vivere la città (Granada) sotto gli aspetti storico, artistico, culturale, musicale, olfattivo, gastronomico. Perché fare esperienza di viaggio è immergersi, lasciarsi contaminare.

Le emozioni e l’entusiasmo che ti regala un viaggio sono contagiosi; così, al rientro, i racconti dei ragazzi hanno fatto sì che i genitori mi chiedessero di organizzarlo anche per loro”.

L’obiettivo dei viaggi: compartir

Ogni volta che torniamo da un viaggio, siamo diversi da come eravamo partiti, lo raccontano i nostri abiti intrisi di nuovi odori, le nostre valigie riempite dai ricordi e dagli incontri, i nostri volti segnati, i nostri sguardi illuminati e persi: ”Ci sono dei momenti della vita in cui abbiamo bisogno di viaggiare da soli, è fondamentale ed assume un grandissimo valore per se stessi. Affrontare un viaggio da soli vuol dire sapere cosa si vuole e sin dove si vuole arrivare; è il modo per ritrovare la propria armonia ed equilibrio interiore, per conoscersi e per mettersi alla prova.

Ci sono, poi, altri momenti della vita, nei quali abbiamo accumulato così tanta energia dentro di noi che è impossibile trattenerla dentro; così per me organizzare questi viaggi diventa condivisione (compartir, in spagnolo): trasferire ad altre persone la mia esperienza vissuta nel viaggio, non tanto quella tecnico-opertaiva (volo, albergo, escursione), ma vivere le emozioni, perché la vita è un’emozione ed il viaggio deve essere una emozione”.

La conoscenza come base per vivere l’esperienza

Si tratta di un vero e proprio transfer bidirezionale di emozioni che per realizzarsi richiede  una precondizione basata sulla conoscenza. I Viaggi Culturali di Lorenza sono strutturati in 3 step: pre, durante e post evento.

“Le persone non si conoscono in aeroporto mentre distribuisco le carte d’imbarco. Prima della partenza organizzo delle cene per creare la relazione tra i partecipanti e dare informazioni su cosa si andrà vivere assieme durante il viaggio. Racconto la storia e la cultura della città di Granada; getto dei semi che poi ciascuno farà crescere secondo la propria esperienza e sensibilità. Si inizia a viaggiare già stando seduti a Padova con le emozioni dei sensi.

Questi incontri consentono di superare le iniziali barriere che è normale ci siano quando viaggi con sconosciuti o visiti per la prima volta un luogo; sono fattori che assorbono attenzione ed energia, che invece, in questo modo, vengono liberate e permettono quindi di vivere appieno l’esperienza del viaggio. Avere in un certo senso già metabolizzato tutta una serie di informazioni fa si che i partecipanti siano più liberi di mettersi in gioco durante i laboratori, di muoversi in autonomia per costruire il proprio viaggio nel viaggio, di vivere tutta Granada, completamente da protagonisti.

Dopo circa 1 mese dal rientro, riunisco nuovamente i partecipanti estendendo l’invito a vecchi e nuovi amici, questo ha permesso di far nascere una piccola community e di lanciare nuovi eventi culturali legati al territorio ed in particolare a Venezia, altra città che sento specialmente mia e che desidero condividere”.

Venezia tra ciacole e corti sconte

Dal 2017 l’offerta di Lorenza si arricchisce di eventi dedicati alla città lagunare, legati insieme dal sottile filo di una Venezia aperta verso Oriente ed alle influenze arabo-bizantine. 

Non la Venezia turistica dalle bellezze universalmente riconosciute; ma una Venezia più particolare, come potrebbe viverla un veneziano, approfondendo le vicende di alcuni personaggi in bilico tra pettegolezzo (ciacola), leggenda, storia e nuove emozioni: Viva Vivaldi, un’esperienza musicale e sensoriale in collaborazione con la Biennale; Giacomo Casanova e il suo innegabilmente legame con il Don Juan spagnolo; Corto Maltese (la cui madre era gitana) andando per “corti sconte”; Mariano Fortuny e la fabbrica-museo alla Giudecca, per ammirare la collezione di stoffe ed arredi segnati dalla cultura araba-andalusa e dal passato granadino del grande artista. 

L’immaginario di Federico García Lorca

Lo scrittore e poeta Federico García Lorca, non a caso anch’esso granadino, è in assoluto quello più amato da Lorenza e senza ombra di dubbio l’impegno nell’organizzazione dei Viaggi Culturali trae linfa vitale da questo rapporto; basti pensare che durante le lezioni in classe, lo studio del poeta è accompagnato da una musica flamenco in sottofondo: “Quando sei a Granada Federico García Lorca è presente e si sente. Quando si leggono le sue poesie o le sue opere devi aver visto con i suoi occhi quella Granada, perché le sue poesie non sono altro che immagini, quadri che ti emozionano oppure no, ma no ti possono lasciare indifferente”.

Fu García Lorca, ci racconta Lorenza, a coniare la parola duende, che per traduciamo in “folletto”, ma trattasi ancora una volta di uno stato metafisico, impossibile da descrivere senza sminuirne il valore.

“Nell’ambito del flamenco, un cantaor, un bailaor, un tocaor nel momento in cui smette di essere uomo ma diventa Arte – prosegue Lorenza – annullandosi completamente, trasfigurandosi e diventando arte puro; García Lorca diceva:”Aquí está el duende” .

Allora come si misura il successo di una esperienza di viaggio ?

“La vera fatica nell’organizzare viaggi di questo tipo è far sì che ogni singolo partecipante sia appagato dall’esperienza in maniera completa, diventi lui interprete e protagonista del viaggio.

Per questo, quando durante il viaggio, vedo che i partecipanti non sono più spettatori, non stanno vivendo passivamente una città o il racconto di una guida, ma lo stanno vivendo in prima persona e lo si capisce dai loro occhi, che non mentono, perché negli occhi c’è una scintilla che mi dice che in quel momento è entrato il duende e che l’obiettivo del viaggio è stato raggiunto.

Viva el duende”.

La Mia Granada

Granada è una città piena di energia, dove gli arabi hanno regnato per oltre 700 anni,  ma ancora oggi convivono e sono chiaramente identificate quattro anime storico-sociali-culturali: cristiano/occidentale; ebraica; araba e gitana.

“Essere lì per me è come aprire le porte del tempo, tutto è a portata di mano.

Si parte dal centro, moderno, elegante, con palazzi in stile modernista, le chiese rinascimentali e barocche; si passa attraverso il Realejo, l’antico quartiere ebraico, per salire, verso l’Albaicín, il quartiere arabo: qui si viene catapultati in un’altra epoca; non cambia solo il paesaggio, cambiano le persone, cambia l’aria nel vero senso della parola, percepisci una energia diversa.

Ed infine, salendo ancora, superato l’Albaicín, arrivi al Sacromonte. Subito ti accoglie l’immenso patrimonio dei gitani scandito dal compás, la tipica sequenza ritmica “tenuta” con le palmas (battito delle mani).

Il mio momento speciale è la sera, ritirarmi sull’Albaicín, dopo il caos della giornata, dove c’è un punto magico che guarda direttamente il colle della Sabika su cui si erge il magnifico complesso dell’Alhambra. Mi señora – così io la chiamo – mi attrae, mi incanta e con lei inizio un immaginario dialogo in un silenzio mistico, solo in sottofondo il cante jondo dei gitani, un canto profondo, un pianto malinconico che richiama amori e dolori passati.

— No te preocupes niña, aquí me tienes –   mi sussurra.

Lì, io sono rapita ed emozionata. Questo è il viaggio”.

In data 9 settembre 2019, Rinaldo Stefanutto, ha conseguito il premio FTB Author Plus per essere stato l’autore dell’articolo più letto e più condiviso negli ultimi due mesi sul tema del travel LifeStyle.

Scritto il 20 Mag 2019 da Lorenza

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